lunedì 23 gennaio 2012

L'eretico



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L'eretico

Autore: Carlo A. Martigli.
Genere: storico, drammatico, avventura.




L'eretico” è un romanzo storico. Ambientato nel 1497, prevalentemente tra Firenze e Roma, la narrazione si snoda fra due filoni narrativi che si intersecano tra loro.

Da un lato, è la storia di Ferruccio de Mola e del suo amore per Leonora, che lo porta ad intraprendere un avventura, suo malgrado; dovendosi confrontare con un epoca ricca di cambiamenti, fra il sacro ed il profano, entrambi i quali conoscono i loro eccessi, tanto nella Firenze del Savonarola, quanto nella Roma di Papa Alessandro VI, alias Rodrigo Borgia.

L'altra storia è quella di un viaggio che un monaco, insieme ad una sua giovane compagna e allieva, intraprende dalle remote regioni del Tibet fino alla città eterna. Passando attraverso i pittoreschi paesaggi dell'Islam, adombrati dalla contrapposizione tra il Sultano Bayez il giusto e l'ala più estrema, fedele ad una guerra santa che il sovrano avrebbe tradito. Una colpa che deve pagare con la vita.

Nelle parole della giovane monaca c'è il ricordo di una storia: la più grande verità rivelata. Celata fra le pagine di un libro che narra della vita segreta e mai raccontata, di un bambino di nome Gesù, dai suoi 12 fino ai 29 anni. E della sua vita dopo essere sopravvissuto alla morte.

Infine, ella è custode della rivelazione relativa al destino della stirpe. Ancora oggi esistente. In lei c'è un segreto destinato a cambiare le sorti del cammino spirituale del Mondo.

L'Autore, già noto al pubblico per la sua prima opera: “999 l'ultimo custode”, ci ripropone uno scenario storico, molto ben argomentato e spesso minuziosamente esposto, con aneddoti e particolari indubbiamente frutto del connubio tra passione – indagine scientifica.

I protagonisti del romanzo sono tutti personaggi realmente esistiti. La rappresentazione dei quali appartiene, in parte, anche alla mitica visione che di essi è stata tramandata. E' noto infatti che le virtù spesso si perdono o si confondono nella leggenda.

Merita sottolineare che, prevalentemente, la dinamica dei fatti è oggettivamente realizzata con il piglio del trattato espositivo e non creativo, in termini di scrittura, come invece accade in altre opere.

L'Autore preferisce quindi erudire, a tratti istruire il lettore, evitando la mera nozionistica informativa.

In particolare, a mio avviso ciò accade nella parte del romanzo che svolge all'ombra della peste che spopola nelle campagne e terrorizza gli animi. Una tragedia di morte e disperazione che si consuma quasi compressa, schiacciata, circoscritta tra una visione sacra che sembra vacillare, persino in coloro che hanno tutti gli interessi a sostenerla e un ipotesi scientifica ad opera di quei primi scienziati della medicina. Osteggiati da un potere spirituale colpevole della sua volontaria nel condizionare l'ignoranza come strumento di controllo. Cercando quindi di isolare spiegazioni più razionali.

All'ombra di questo conflitto, che segnerà poi i secoli a venire, l'Autore coglie l'opportunità di gettare i semi di un percorso illuminato tra logica e raziocinio.

L'interrogativo che ne nasce è un interessante parallelo, perchè forse tra la spiritualità e la magia ci sono più punti in comune di quanto si sia portati a supporre, ma anche tra l'animo umano e la sua volontà / esigenza di credere. L'Autore ci suggerisce che in entrambi i casi possono esserci legami meno spiegabili con la chimica delle parole, demandati quindi all'intima e introspettiva ricerca della conoscenza.

Esattamente come la figura del celebre Pico dellla Mirandola e del suo intellettuale disegno cosmico di unire le religioni monoteiste sotto l'egida di una ritrovata spiritualità che fungesse da rinnovamento per le coscienze. Verso cioè un “unicum”.

Molto ben strutturato e certamente dotto in termini di sapienza espositiva, “L'eretico” è un romanzo che incontrerà anzitutto il gradimento di coloro che si dilettano amabilmente nella cultura del passato per comprendere le tante antinomie tristi del presente.

Apprezzabile però anche da coloro che hanno un interesse più scientifico, tanto dell'archeologo come del teologo. Per coloro cioè che apprezzano un anamnesi seria e storiografica di una verità che, al di là della spiegazione offerta dall'Autore tramite i personaggi di quest'avventura, rimane un quesito nella mente di tanti: che cosa ha fatto Gesù, in quei 30anni di vita, prima cioè della narrazione evangelica?

A tal proposito tuttavia, corre l'obbligo di precisare che lo stesso Autore ci offre, in calce al romanzo una “dramatis personae” con l'indicazione e la ricostruzione dei personaggi che vengono citati nel corso dell'opera, e in essa c'è la menzione, doverosa, che la teoria della vita di Gesù in India, fu trasportata in occidente, sul finire del 1800 da un personaggio, il russo Nikolai Notovich. Costui, dapprima palesatosi come avventuriero, poi si scoprì essere un uomo legato all'Ochrana, il servizio segreto dello Zar Russo, che si adoperava nella sottile arte della falsificazione storica, essendo, fra gli altri l'ente fautore del celebre falso dei Protocolli dei Savi di Sion.

Inoltre, gli stessi documenti sulla base dei quali lo stesso Notovich redasse la sua opera rivelatoria sulla vita segreta di Gesù, si confermarono dei falsi; volontariamente donatigli dagli stessi Monaci che, secondo lo stesso autore, custodivano il segreto e non si fidarono di lui al punto da affidargli tali confidenze.



L'eretico” è un romanzo storico, consigliato agli amanti della verità narrata e ricostruita con passione, dell'indagine finalizzata a conoscere senza colpevolizzare, cercando l'intima natura della domanda, prima ancora della risposta. Appassionante, colto, drammaticamente coinvolgente, ottimamente strutturato. Regalerà al lettore un intenso affresco di un mondo, sul finire del 1400, che ha indubbiamente cambiato il corso della storia e i cui effetti sono ancora oggi oggetto di un attiva memoria.

Vivamente consigliato

                                                                     Marco Solferini

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